Il percorso nel Museo

“TRASTEVERE – Intrecci d’arte e di vita”

 

 

Installazione su Adrian Rodriguez, Polvere di Tempo (foto di F. Parisella)

 TESTO INTRODUTTIVO

«Vi amo, voi tutti che siete in questo bar»
Nanni Moretti, “La messa è finita”

 

Quello che qui intorno vi circonda è stato creato, ideato e raccolto all’interno del rione di Trastevere, ma non è certo solo questa la sua unica originale caratteristica. Innanzitutto perché vede raccolte le testimonianze, le immagini e le parole di un eterogeneo gruppo di persone che usualmente non sono ospitate in mostra, specie tutte insieme: abitanti del rione, gestori di bar, ristoranti, librerie e di ogni altro tipo di attività cosiddette “commerciali”, e poi artigiani, artisti di strada, associazioni indipendenti, registi, scrittori, giornalisti, sindacalisti…inclusi  ovviamente anche i tanti artisti, d’ogni generazione, riconosciuti o meno, che vivono o lavorano a Trastevere.

 

La sala dei Testimoni e delle rimembranze (foto di F. Passi) 

Tutto questo non poteva essere raccolto con uno sguardo scientifico, con l’usuale approccio categorizzante e gerarchico, o con la pretesa di ricostruire e testimoniare tutti gli intrecci d’arte e vita del rione, tutte le storie e tutte le attività, storiche o recenti, che hanno avuto vita o vivono tuttora nel territorio. Impresa vana e impossibile, oltre che scorretta rispetto ad un organismo vivente come una città o un quartiere, figuriamoci rispetto ad un rione unico come Trastevere. Era quindi necessario un approccio d’artista, uno sguardo soggettivo, libero da sovrastrutture o pianificazioni metodologiche, capace così di trasformarsi passo dopo passo, incontro dopo incontro; uno sguardo affettivo ed empatico, quindi non il solito sguardo d’artista autoreferenziale, rinchiuso nel suo orticello mondano o di mestiere, e soprattutto nel suo spesso malcelato (e infondato) senso di superiorità. Non è un caso che sullo stendardo che ora campeggia su piazza S.Egidio, accanto ai ritratti dei testimoni guida, vi sia l’immagine di un artista di strada, di un clown con megafono in mano.

 

Questa nostra ricerca è un invito a trovare l’arte che c’è nella vita e nel lavoro di ognuno, a svilupparla ancor di più, anche come antidoto al degrado generale e al proliferarsi di tante nuove attività  “senza arte” e senza scrupoli. Ma questa mostra, e la manifestazione che con le “Edicole” e le “Divinazioni” si è diramata nel territorio, sono anche un invito rivolto a tutti coloro che si definiscono artisti a trovare e mettere in moto nel loro lavoro  l’anima, il corpo e il sangue che scorre nella vita, negli altri, nell’insieme di una comunità che, come è da sempre qui a Trastevere, è un organismo vivente che include in un unico ricamo “belli” e “brutti”, “sani” e “malati”, credenti e non credenti, insigni poeti ed emarginati, funzionari di stato e carbonari, partigiani e tutti quegli spiriti liberi che nessun “re del mondo” potrà mai imprigionare.

 

Se questa ricerca e questa manifestazione ha potuto prendere corpo è proprio grazie agli abitanti di Trastevere, ai testimoni guida e agli artisti che hanno contribuito ad attuarla, partecipando e non rinchiudendosi in se stessi, creando rete, risvegliando speranze, energie e idealità che oggi sono troppo speso ridotte al “lumicino”. E grazie anche a tutti coloro che come rappresentanti delle istituzioni ci sono stati più vicini: Silvana Bonfili, Sabrina Alfonsi, Cinzia Guido, Tatiana Campioni; e poi, “last but not least”, i componenti dello staff della mostra che generosamente hanno contribuito a dar forma a tutto quello che ora qui nel museo vi circonda: Manuela Evangelista, Giovanna Sarno, Federico Passi, Francesca Dell’Era, Fabrizio Sabelli, Fabio Parisella, Valerio Sammartino, e poi, in fase di installazione Luan Scaringella, Rocco di Ciero, Cristina Falasca, Stefano Minzi e ai tanti nuovi amici che ci hanno aiutato a completare la mostra.

Andrea Fogli

 

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RIMEMBRANZE

 

In questa sezione trovate raccolte come in una wunderkammer, ovvero in una “camera delle meraviglie”, una serie eterogenea di materiali provenienti dalle botteghe, dalle case e dai laboratori dei nostri  testimoni guida che vivono e lavorano a Trastevere: gestori di bar e ristoranti storici, abitanti, artigiani, artisti, registi, scrittori, architetti..

 

Le opere d’arte, le foto, gli oggetti, i documenti, le lettere, i libri e le altre “meraviglie” in mostra sono il corredo visivo e tangibile delle loro testimonianze che abbiamo raccolto in un video documentario che in parte è stato proiettato nella sala conferenze del museo e a loop in una piccola sala  lungo il percorso espositivo per tutta la durata della mostra.

 

 

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La bacheca di Giuseoppe Piccioni (foto di F. Parisella)

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I “TESTIMONI GUIDA”

La parete dedicata alla Vetreria Giuliani (foto di F. Parisella)

Marcello Forti, Bar San Callisto;
Stefania Porcelli, Rist. Checco il Carrettiere;
Elsa Nocentini  e Franco Galise
,
Vetreria artistica Giuliani;
Adrian Rodriguez, Polvere di tempo;
Domenico Annichiarico, formatore sculture;
Franco Gismant, falegname;
Peter Berling, Scrittore e attore;
Costantino Pucci, artista di strada;
Marcelle Padovani,
giornalista;
Sandro, Osteria Augusto;
Valeria Viganò, scrittrice;
Mohssen Kasirossafar,liutaio, musicista e fotografo;
Ivano di Matteo, regista,
Armando Leone
, direttore del Filmstudio;
Pietro Panella, Rist. Antica Pesa;
Marisa Casali, Rist. Romolo;
Peppe Militello, postino;
Elizabeth Frolet,
artista;
Marilù Eustachio, artista;
Serge Uberti, artista;
Peppe Bifarini,
architetto;
Gianluigi Mattia
, artista;
Tito e Adriana Schipa
, musicista, regista teatrale e costumista,gourmet;
Giuseppe Piccioni
, regista;
Giovanni Tommasi Ferroni e Maia Kokocinscki,
pittori;
Giosetta Fioroni
, artista;

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OMAGGI

 

Completano il percorso delle “Rimembranze” gli omaggi ad alcune personalità che hanno vissuto e lavorato nel rione e che purtroppo ci hanno lasciato, in vari casi in questi ultimi anni dieci anni: gli artisti Titina Maselli, Alighiero Boetti e Benvenuto Ferrazzi, il cantautore Stefano Rosso, trasteverino doc,  il sindacalista Bruno Trentin, gli scrittori Saverio Tutino e Angelo Quattrocchi, la marionettista Maria Signorelli, gli attori Giuliano Gemma e Francesco Carnelutti.

Particolare parete Omaggi (foto di F. Parisella)

Oltre ai materiali dei nostri testimoni guida e a quelli relativi agli autori segnalati negli “Omaggi”, , in questa sezione della mostra per rendere così più ampio e ricco il quadro delle attività e dei personaggi che hanno animato ed animano Trastevere abbiamo raccolto in “quadreria” & teca i materiali eterogenei che ci hanno gentilmente prestato altre persone che vivono e lavorano nel rione

 

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Pannello Tevereterno a cura di Kristin Jones (foto di F. Passi)

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RISORGIMENTI

 

Non di sole “Rimembranze” e memorie si vive, ma anche di “Risorgimenti”.

Se questo vale per ognuno di noi, tanto più lo è in relazione ad una città come Roma e ad un rione storico e vitale come Trastevere.

Negli ultimi quindici anni sono stati vari i risorgimenti che hanno preso vita nel rione, grazie unicamente alle energie di piccoli gruppi di persone riunite in “collettivo” che spontanemente, senza aiuti istituzionali o finanziamenti, hanno deciso di mettere in atto i loro sogni, la loro utopia concreta.

Penso alla factory di illustratori-artisti- artigiani di via Bertani che ogni anno si espande nella via e mette in scena il “Bertani daì” con spettacoli, attività e stands dedicati ai bambini; oltre a questo appuntamento molto amato dagli abitanti del rione,  hanno creato una qualificata scuola di illustrazione, un laboratorio che raccoglie diversi artigiani-artisti e una galleria, unica a Roma, dove si possono ammirare ed acquistare le illustrazioni di molti dei più noti autori italiani.

Vi è inoltre la realtà del Progetto Esthia, su via San Francesco di Sales, costola libera ed aperta della Casa internazionale delle Donne, dove la tedesca Christina Heger e la brasiliana Patricia Carmo Baltazar hanno creato un luogo per workshop, residenze e mostre dedicate esclusivamente alla valorizzazione della creatività delle donne.

Vero e proprio “Risorgimento” è la battaglia condotta dai ragazzi del Nuovo Cinema America che dopo aver riportato in vita una sala cinematografica abbandonata da anni e portato il cinema in piazza San Cosimato con il loro festival annuale molto amato nel rione, hanno finalmente avuto in concessione la Sala Troisi di via Induno che dall’autunno 2017 diventerà non solo una sala per proiezioni, ma centro attivo tutto il giorno rivolto non soltanto ai “cinefili” ma soprattutto ai cittadini di ogni generazione che metterà insieme sport, attività per bambini e anziani, sale studio per i giovani, arte, cinema e cultura popolare.

Vi è poi l’impegno lodevole di un gruppo di abitanti del rione, capitanati da Gianfranco Caldarelli, che hanno fatto nascere l’associazione Trastevere Attiva che si è dedicata negli ultimi due anni ad arginare il degrado del rione, con interventi di ripittura, custodia di aree come l’area giochi di piazza San Cosimato, piantumazione di alberi, ed altri interventi creativi che hanno via via coinvolto numerosi abitanti di Trastevere coscienti che al degrado, in attesa di interventi dall’alto, bisogna opporre innanzitutto la nostra responsabilità ed impegno come cittadini.

“Risorgimento” sono infine anche due iniziative, la più giovane e la più internazionale di quelle documentate in questa sala. La rivista autogestita Scomodo, messa su da appena un mese da alcuni giovanissimi che si ritrovano stabilmente nel rione, e il progetto di Piazza Tevere – Tevereterno ideato dall’artista americana Kristin Jones per le banchine del fiume tra ponte Sisto e ponte Mazzini, progetto che ha coinvolto negli ultimi anni noti artisti e musicisti interrnazionali, incluso Kentridge con il suo famoso monumentale fregio dei “Triumphs & Laments”. Credo che sia nota a molti di voi la querelle che nello scorso mese di maggio è finita su giornali e televisioni, nata da una petizione che avevo lanciato su change.org in difesa non tanto, o solo, del fregio dell’artista sudafricano, ma dell’idea di creare e difendere quel luogo come oasi naturale e culturale al centro di Roma, spazio aperto alle proposte ed iniziative di associazioni attive nel territorio e cittadini. Non è allora un caso che qui accanto campeggino alcuni dei 4500 commenti inviati dai cittadini che hanno firmato la petizione in difesa dell’oasi di Piazza Tevere, un manifesto, un almanacco di desideri e aspirazioni, che rappresentano le basi di un più ampio Risorgimento ancora da attuare e completare.

A.F.

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Pannello sulle poesie di Lucianna Argentino (foto di F. Passi)

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DIVINAZIONI  

 

In questa sezione sono documentate ed annunciate alcune delle Divinazioni che sono state ideate per alcuni significativi luoghi del rione, non solo per risvegliarlo ad arte, ma anche per far conoscere luoghi e locali dove poter toccare con mano la “vera Trastevere”.

Dopo aver individuato dei luoghi emblematici del rione ed aver immaginato, con il prezioso aiuto di Fabrizio Sabelli, la natura simbolica ed allusiva lì presente in nuce, ho invitato artisti e scrittori a dar forma a queste tracce divinatorie al fine di trasfigurare ed espandere la natura di questi luoghi. Ad incominciare da una delle presenze caratteristiche di Trastevere, i panni stesi tra un palazzo e un altro in vie come vicolo del Mattonato e vicolo Moroni, con lenzuola d’arte ideate da Felice Levini e Stefano Minzi, e dai monumenti dedicati alla trimurti trasteverina composta dal Belli, da Trilussa e dall’eroina della Repubblica Romana Giuditta Tavani Arquati, con letture e canzoni dedicate ad hoc dal Ponentino Trio. Includendo l’Excubitorium, in via della VII Coorte, dietro l’ex cinema Roma di piazza Sonnino (intervento di Alberto Zanazzo); l’entrata su vicolo del Piede dell’ex cinema Pasquino dove Guido Palma, il ghost writer che da venti anni fa parlare la statua vicino a piazza Navona (e ultimamente anche quella di Giordano Bruno a Campo dei Fiori) si trasferirà per diffondere le sue pasquinate anche a Trastevere; la targa di piazza Mastai che ricorda il luogo di nascita di Guillaume Apollinare, dove Elizabeth Frolet collocherà la sua bandiera;  una finestrella di palazzo Leopardi tra Santa Maria e piazza San Calisto dove sarà collocato il ritratto di Viviane che ogni giorno siede lì sotto per creare i suoi ricami e intrattenersi con gli amici passanti (intervento di Andrea Fogli); il supermercato Conad dove la poetessa Lucianna Argentino collocherà testi ed immagini che raccontano la sua decennale esperienza come cassiera in un analogo supermarket cittadino; e infine l’opera interattiva della giovane Marie Naumann che nel corso della mostra ha raccolto le risposte dei visitatori al suo affascinante questionario e poi le inserirà in un “tubo della memoria” che sarà interrato in un luogo segreto di Trastevere per essere dissepolto tra 10 anni.

Tra le “Divinazioni” un posto di primo piano lo occupano le  trasfigurazioni di alcune piante “leggendarie” di Trastevere, con le foto di Selene de Condat, l’intervento di Cristina Falasca dedicato alle due magnolie di piazza dei Renzi, e la favola dedicata da Paolo Marabotto all’avocado migrante di piazza Sant’Egidio; questa sua favola, insieme a quelle sui sampietrini (Rocco Di Ciero/Lorenzo Terranera) e sui gatti “stradaroli” (Andrea Calabretta/Caterina Bolasco) compone un trittico di “Divinazioni romane” che presto sarà raccolto in libro.

Completano il panorama delle “Divinazioni” tre divinazioni ante litteram che sono state messe in atto a Trastevere precedentemente alla nostra manifestazione (l’installazione “Pressa” realizzata nel 2011 da Ciriaco Campus nel negozio di elettrodomestici Di Salvo; l’iniziativa Casa con vista che nel 2012 che ha coinvolto 12 abitazioni del rione con installazioni d’artista site specific; l’originale carretto ambulante stracolmo di foto che da qualche anno Max Wayne sposta su e giù per le vie di Trastevere) e una serie di interventi site specific realizzati in vari luoghi del museo: Bocca della Verità (Marcello Gazzellini), Sale delle Scene Romane (Felice Levini, Myriam Laplante, Donatella Landi e Valerio Sammartino), Patio (Renzogallo, Serge Uberti, Patricia Carmo Baltazar. Leonetta Marcotulli), Finestre (gli street artisti Mimì il Clown e Solo, e Ivano di Matteo con il video “Requiem”).

A.F.

 

 

 


Street-Art a Trastevere: Solo (foto di F. Passi)

 

 

 

Le foto itineranti di Max Wayne (foto di F. Passi)

 

 

PATIO MUSEO

In mostra le sculture di Renzogallo, Serge Uberti, Ciriaco Campus, Patricia Carmo Baltazar. Elisa Montessori, Leonetta Marcotullii